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Riqualificazione energetica: come migliorare la qualità dell’aria in casa con la VMC

Gli interventi di riqualificazione energetica migliorano le prestazioni dell’involucro, ma possono generare effetti collaterali sottovalutati. In edifici ad alta tenuta all’aria, l’assenza di ventilazione favorisce umidità e muffe. L’esperto Alessandro Felletti analizza il fenomeno e il ruolo della ventilazione meccanica controllata (VMC) nel garantire ambienti salubri e duraturi.

muffa in casa su parete lato finestra dopo cambio infissi
Foto Credit Helty
Alessandro Felletti perito qualità aria
Foto Credit Helty

Si sta consolidando un fenomeno che, per chi opera nell’analisi tecnica degli ambienti indoor, non rappresenta più un’eccezione ma una casistica sempre più ricorrente.

Abitazioni oggetto di interventi di riqualificazione energetica (sostituzione dei serramenti, installazione di cappotti termici, miglioramento delle prestazioni dell’involucro) manifestano, a distanza di pochi mesi, condizioni microclimatiche deteriorate e fenomeni di proliferazione fungina.

Il dato più rilevante, dal punto di vista tecnico-peritale, non è tanto la presenza della muffa in sé, quanto il contesto in cui essa si sviluppa: edifici teoricamente migliorati sotto il profilo prestazionale che, tuttavia, presentano un peggioramento evidente della qualità dell’aria interna e della salubrità delle superfici.

La spiegazione?

L’involucro edilizio moderno, una volta sottoposto a interventi di efficientamento, si trasforma in un sistema a elevata tenuta all’aria. Tale caratteristica, se non accompagnata da una gestione controllata della ventilazione, determina un accumulo progressivo di umidità interna, alterando l’equilibrio igrometrico e favorendo la formazione di condizioni idonee alla crescita microbica. In altre parole, l’edificio perde la sua capacità di dissipare il vapore acqueo prodotto internamente, trasformandosi in un ambiente confinato in cui i parametri termoigrometrici evolvono verso condizioni critiche.

Nel momento in cui un edificio viene reso altamente performante dal punto di vista energetico, si modifica però in modo sostanziale il suo comportamento fisico. Le dispersioni non sono soltanto un fenomeno energetico, ma rappresentano anche un meccanismo di regolazione naturale dell’umidità interna. La loro riduzione, se non compensata da sistemi di ventilazione adeguati, comporta una perdita di equilibrio.

Quali sono gli interventi per risolvere o evitare il problema

Uno degli aspetti più critici nella gestione della muffa è la tendenza a intervenire esclusivamente sul sintomo. L’utilizzo di prodotti antimuffa, la pulizia delle superfici e la tinteggiatura rappresentano soluzioni temporanee.

Dal punto di vista microbiologico, la rimozione superficiale non elimina le ife penetrate nei materiali porosi. Inoltre, se le condizioni ambientali rimangono favorevoli, la ricolonizzazione avviene rapidamente.

L’intervento corretto deve mirare alla rimozione della causa primaria, ovvero l’eccesso di umidità e la mancanza di ventilazione. Senza questo passaggio, qualsiasi azione risulta inefficace nel medio-lungo periodo.

In un edificio a elevata tenuta all’aria, la ventilazione deve essere garantita da sistemi dedicati. La ventilazione meccanica controllata (VMC) di Helty rappresenta la soluzione più efficace per gestire il ricambio d’aria in modo continuo e regolato.

Il principio di funzionamento si basa sull’estrazione dell’aria interna e sull’immissione di aria esterna filtrata. Nei sistemi VMC con recupero di calore, l’energia contenuta nell’aria espulsa viene trasferita a quella in ingresso, riducendo le dispersioni energetiche.

Scambiatore di calore VMC

Ventilazione naturale vs ventilazione meccanica controllata

L’apertura manuale delle finestre rappresenta una forma di ventilazione discontinua e difficilmente controllabile. La sua efficacia dipende da variabili esterne, quali temperatura, vento e comportamento dell’utente.

In edifici ad alta efficienza, questa modalità non è sufficiente a garantire un ricambio d’aria adeguato. Inoltre, comporta dispersioni energetiche significative, vanificando in parte i benefici della riqualificazione.

La ventilazione meccanica controllata, al contrario, garantisce un flusso costante e modulato, indipendente dalle condizioni esterne. Questo consente di mantenere condizioni ambientali stabili e di prevenire l’accumulo di umidità.

Quindi, cosa fare?

La comparsa di muffa dopo la sostituzione degli infissi e l’installazione del cappotto è la conseguenza diretta di una trasformazione dell’involucro edilizio che non è stata accompagnata da un’adeguata gestione della ventilazione.

L’edificio moderno, altamente performante dal punto di vista energetico, richiede un controllo attivo dei parametri ambientali. In assenza di tale controllo, l’accumulo di umidità interna crea le condizioni ideali per la proliferazione fungina.

La ventilazione meccanica controllata rappresenta la risposta tecnica più efficace a questa criticità. La sua integrazione nei processi di riqualificazione edilizia è fondamentale per garantire ambienti salubri e duraturi.

Solo attraverso un approccio sistemico, che consideri simultaneamente isolamento, tenuta all’aria e ventilazione, è possibile evitare che un intervento di miglioramento energetico si trasformi in un problema igienico-sanitario.

Approfondimento del perito esperto Alessandro Felletti

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